Chi sono
Il mio percorso inizia sposando un architetto, facendo “palestra pratica”, sboccia in maniera prepotente la mia passione e dedizione per ciò che rappresenta l’arredo che “racconto” e illustro tramite render.
La mia filosofia
Per me il rendering non è soltanto uno strumento tecnologico, è un mezzo artistico, rappresentativo e persino spirituale.
Attraverso il render, controllo ogni fase del progetto, traducendo le idee in immagini capaci di raccontare l’anima degli spazi.
Il mio approccio
L’anima è il segreto per intraprendere questo lavoro, l’incontro con il cliente che spesso diventa amico, i suoi dubbi, le sue incertezze, alle quali devo dare risposta, i suoi gusti, le sue necessità e i suoi stili di vita che piani piano devo essere in grado di tradurre in forme progettuali e abitative e quella sorta di rapporto che inevitabilmente si crea, che diventa fiducia, stima e cammino da portare avanti insieme ed è insieme che nasce il progetto.
Il valore della relazione
Progettare insieme, significa creare un cammino condiviso che porta alla nascita di Spazi Autentici, unici e profondamente Personali ed il mio è il lavoro più bello!
Architettura che passione
La professione di architetto è la più bella del mondo!
Ovviamente questo è solo il mio pensiero (o di pochi altri), ma credo sia basilare credere nel proprio lavoro.
Non saprei dire quale aspetto è il più significativo nella professione di architetto, ce ne sono proprio tanti ma uno in particolare mi sovviene subito alla mente ed è il primo contatto con il cliente: perché è un incontro di grande umanità, è il momento in cui si ascoltano le necessità, le aspettative e i desideri del cliente ed il momento in cui si instaura un rapporto che direi di amicizia. E’ anche l’inizio di un percorso, di empatie e di condivisione, che deve portare alla conquista della fiducia del cliente (elemento per me basilare per l’attività professionale).
Non riesco a trovare le parole per descrivere la sensazione che si prova nel vedere la soddisfazione che esprime il cliente quando gli viene presentato per la
prima volta il progetto della sua futura casa, che si tratti di una nuova realizzazione, di una ristrutturazione o di un rinnovamento degli interni, se siamo riusciti a interpretare nel profondo i bisogni che il cliente ci ha raccontato, nel primo incontro, se siamo stati veramente abili nell’elaborarli, nel progettarli e nel rappresentarli e perché no anche nel sorprendere, allora significa che abbiamo svolto bene il nostro lavoro.
